Dagli alloggi di servizio alle auto blu: alla Camera l’austerity targata Boldrini

 

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PETIZIONE AL PARLAMENTO

 


Dagli alloggi di servizio alle auto blu:
alla Camera l’austerity targata Boldrini

Montecitorio “chiude” gli appartamenti per presidente, vice e questori. Per i dipendenti dei Democratici circola anche l’ipotesi della cassa integrazione

di SILVIO BUZZANCA

 

ROMA – Arrivano i primi effetti pratici della cura Boldrini per Montecitorio. Gli otto appartamenti della Camera destinati al presidente, i quattro vicepresidenti e i tre questori saranno chiusi e “restituiti” per essere destinati ad altri usi. Magari venduti. Tagli decisi ieri dall’Ufficio di presidenza della Camera e che sono solo il primo atto formale sul taglio dei costi del Palazzo. Perché martedì prossimo l’Ufficio di presidenza si riunirà di nuovo per discutere altri capitoli di spesa.

Auto blu ferme
Intanto è certo che le dieci auto blu ospitate nel garage di Montecitorio usciranno solo per spostamenti nel comune di Roma. Fuori città potranno spingersi fino a Fiumicino e Ciampino, ma solo per “ragioni di servizio”. Sono previste deroghe solo per “casi eccezionali e motivati”. Dunque una settantina di persone dovranno rinunciare al piccolo, o grande privilegio, di salire sull’auto di servizio.

Personale di segreteria
Poi si cercherà nel complesso bilancio della Camera, che vale 992 milioni 800 mila di euro, un dato fermo dal 2009, grasso da tagliare. E nel mirino finiranno i costi del personale di segreteria che assiste anche presidenti e vicepresidenti di commissione.

Indennità di ufficio
Il secondo passo sarà quello di mettere mano al taglio dell’indennità di ufficio. Tradotto vuol dire che si taglierà quel surplus di denaro, la Boldrini e Grasso l’hanno già fatto, che riceve automaticamente chiunque ricopra un incarico parlamentare di vertice.

Spese di rappresentanze
Dopo l’indennità di ufficio finiranno nel mirino le spese di rappresentanze che nel bilancio del 2012 valgono 665 mila euro. E anche in questo caso si prevede una bella sforbiciata.

Gruppi e stipendi 
Dopo queste prime mosse, il confronto nell’Ufficio di presidenza si sposterà su argomenti più spinosi e ancor più corposi. Perché si aprirà il dossier dei soldi che la Camera versa ogni anno ai gruppi parlamentari per il loro funzionamento. Una spesa che nel bilancio del 2012 pesava per 35 milioni e 450 mila euro. Poi si passerà a discutere di come e di quanto fare dimagrire la busta paga dei deputati.

I tagli del Pd
In questo quadro di tagli “istituzionali” spicca anche la cura da cavallo che il tesoriere Antonio Misiani annuncia per il Pd. Tagli importanti e sanguinosi che il tesoriere mette nero su bianco in una lettera “svelata” da “La Zanzara”. 

Sedi chiuse 
Misiani spiega che presto l’attuale forma di finanziamento pubblico, il meccanismo dei rimborsi elettorali, sarà superato. Quindi serve “un ulteriore, severo, ridimensionamento della struttura dei costi del Pd nazionale per arrivare preparati” al nuovo modello. Si prevede come primo passo la chiusura delle due sedi di via del Tritone. L’obiettivo finale è di concentrare in una sede unica tutte le attività. Spostamenti non indolori perché circola la voce che i dipendenti potrebbero finire a rotazione in cassa integrazione.

Budget e forniture
Misiani pensa di tagliare del 75 per cento, rispetto al 2012, i soldi a disposizione dei membri della segreteria e dei Giovani democratici. Inoltre saranno rinegoziati tutti i contratti di fornitura per il Pd e la tv Youdem. 

Zero soldi ai forum
Il tesoriere prevede anche l’azzeramento dei soldi per i “forum”, l’equivalente dei vecchi dipartimenti. Dunque le iniziative politiche potranno partire solo se concordate con il coordinamento della segreteria e la tesoreria.

Straordinari azzerati
Al Pd non si faranno più straordinari. E dalla prossima busta paga saranno cancellate le ferie superiori ai 40 giorni. E da ora in avanti tutti, “a qualunque livello di responsabilità”, dovranno comunicare le assenze

 

  1. PETIZIONE AL PARLAMENTO ITALIANO E PER CONOSCENZA AL PARLAMENTO EUROPEO PER RIFORMARE I PARTITI E I SINDACATI   
  2. Lanciata da

    GABRIELE CERVI

    Cremona, Italy

 

PETIZIONE ONLINE RIVOLTA AL PARLAMENTO ITALIANO

 

e.p.c. AL PARLAMENTO EUROPEO
 

 

Sottoscriviamo  questa petizione per sottoporre alcune proposte innovative e riformatrici che se accolte dal Parlamento,  potranno dare un impulso etico e di trasparenza all’attuale status politico e sindacale del paese.

 

Per dare sostanza alle nostre proposte, abbiamo fondato un gruppo online usando il socialnetwork Facebook dove possiamo interagire con tanti amici online.
Il gruppo non ha scopo di lucro, è aperto a tutti ed è traversale .

 

Al gruppo hanno dato la loro adesione: politici, scrittori, filosofi,psicologi, giornalisti, dottori e gente comune.
Dopo questa dovuta presentazione siamo onorati di sottoporre al Parlamento. alcune proposte che abbiamo raggruppato in un vero e proprio codice etico. Ecco quindi l’esigenza in primis di affrontare all’interno dei medesimi alcuni correttivi.
I punti che abbiamo individuato sono i seguenti:

 


CODICE ETICO COME INTEGRAZIONE ALLO STATUTO DEI PARTITI E DEI SINDACATI

 

 

 

Con questa petizione al Parlamento

chiediamo
il taglio drastico delle spese e dei costi collegati al sistema dei partiti attraverso :

riduzione dei privilegi dei Parlamentari
 e dei Consiglieri Regionali. In particolare dovrà prevedersi il ridimensionamento delle retribuzioni e del trattamento previdenziale degli eletti e la forte riduzione delle assegnazioni di auto di servizio. Inoltre, per evitare una sclerosi del ceto politico, dovrà prevedersi l’introduzione del limite massimo di due mandati per qualsiasi carica istituzionale e lo svolgimento di elezioni primarie regolamentate per tutti i livelli istituzionali;
riduzione del numero dei Ministeri e dei componenti del Governo nazionale;
riduzione del numero dei componenti del Parlamento, dei Consigli Regionali e Comunali di almeno 1/3 ;
abolizione delle Province ad eccezione di quelle ricadenti nelle aree metropolitane ;
abolizione delle comunità montane prevedendo e favorendo delle unioni di comuni nelle aree interessate ;
abolizione dei Consigli Circoscrizionali nei comuni con popolazione inferiore a 200.000 abitanti, prevedendo forme e modalità di partecipazione popolare sul territorio ;
taglio drastico delle società e degli enti inutili Statali, Regionali e degli Enti locali. Trasformazione di quelli rimanenti in semplici unità amministrative cui dovrà essere preposto un dirigente pubblico ;
riduzione delle consulenze conferite dalla Pubblica Amministrazione di almeno la metà.

 


Attualmente lo statuto dei partiti ( e dei sindacati ) non prevede di rendere pubblico il proprio bilancio. Proposta: noi riteniamo che sia necessario invece che queste importanti istituzioni che fruiscono tra l’altro di contributi pubblici pubblicare i propri bilanci con controlli esterni
.
 I revisori dei conti non devono essere eletti solo all’interno dei partiti ma almeno la maggioranza deve essere espressione della società civile esterna. Deve essere garantita la democrazia interna nei partiti i probiviri sono attualmente eletti fra gli iscritti,
 La nostra proposta invece prevede che i probiviri siano esterni al partito
 Attualmente i candidati alle elezioni sono scelti per la maggior parte dalle segreterie dei partiti
 La nostra proposta invece prevede che i candidati siano scelti dalla base pura degli iscritti
 Attualmente vengono candidati anche persone che hanno pendenze penali in corso
 La nostra proposta è la non eleggibilità (e quindi la non candidatura) di tutti coloro i quali hanno pendenze in corso e la fedina penale e civile sporca

 

Erogare rimborsi elettorali pubblici ai partiti dati per le spese effettivamente sostenute con l’obbligo di produrre pezze giustificative: bolle, fatture, scontrini ecc.Per ridurre i costi della politica proponiamo che il finanziamento ai giornali di partito sia dato per l’effettiva  vendita dei giornali riscontrabile dagli abbonamenti e vendite effettive con pubblicazione online delle spese effettive riversando copie delle fatture e delle pezze giustificative. Con controllo esterno da parte della Corte dei Conti.

 

 Questi sono alcuni punti che noi riteniamo importanti proposte indirizzate a tutti coloro i quali sperano ancora nella Democrazia non di facciata ma reale basata non sulle oligarchie di regime partitocratrico ma su un vero stato di diritto.

 

In questi decenni i partiti hanno creato una distanza fra loro e i propri elettori, questa distanza riguarda la societa’ civile . I partiti purtroppo rappresentano solo se stessi e i loro interessi di bottega.
Hanno suddiviso il paese in caste e lobby… dimenticando il bene collettivo.
Troppi privilegi, e la non trasparenza hanno fatto si che la gente ormai sfiduciata , amareggiata, e disillusa non creda più allo stato di diritto, ma sempre più a uno stato fondato da furbi, ladri e disonesti.
Noi non vogliamo che ciò sia il nostro ma soprattutto il destino dei nostri figli e delle nuove generazioni..
Noi già abbiamo pagato un pesantissimo prezzo in nome di ideali ormai morti ed oggi utili solo alla partitocrazia che li usa per perpetuarsi.
 
Per il gruppo
Gabriele Cervi
GRUPPO FACEBOOK
RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI. CODICE ETICO

 

BLOG: http://riformiamoipartitieisindacati.myblog.it/

 

 

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Finanziamento pubblico ai partiti, il Pd si attrezza per la mancata erogazione

Finanziamento pubblico ai partiti, il Pd si attrezza per la mancata erogazione

Ad aprile chiudono le sedi romane di via del Tritone. Taglio del 75% ai budget assegnati alla Segreteria Nazionale e ai Giovani democratici. Azzeramento per i forum

Tempo di manovre lacrime e sangue anche per il Partito Democratico che, “in previsione del superamento del finanziamento pubblico dei partiti”, si prepara a un “severo ridimensionamento dei costi”. Lo scrive in una lettera ai circa 200 dipendenti del partito il tesoriere Antonio Misiani.

Il documento pubblicato dalla Zanzara sul sito di Radio24 è datato 22 marzo 2013. E prevede “una serie di interventi di razionalizzazione delle spese”, tra cui la chiusura delle sedi romane di via del Tritone 87 e 169 “nel mese di aprile”. In anticipo, quindi, rispetto alle scadenze previste che, nel caso del civico 169, erano fissate per il 2015.

“I budget assegnati alla Segreteria nazionale – scrive poi Misiani – e ai Giovani democraticisaranno ridotti del 75% rispetto al 2012 e nel 2013 non saranno assegnati budget ai forum”. I tagli riguardano anche “i contratti con i fornitori del Pd e di Youdem (la tv del partito, ndr) e una serie di servizi quali auto Ncc, giornali, viaggi e altro”.

Poi ci sono gli interventi sul personale. “Applicazione immediata della norma del contratto che prevede il limite di 18 mesi per usufruire delle ferie – scrive ancora il tesoriere piddino – e dalla prossima busta paga saranno azzerate tutte le ferie superiori ai 40 giorni”. Quindi “non saranno più autorizzati gli straordinari” e “tutti sono tenuti a comunicare al Personale le eventuali assenze”.

Gabriele Cervi https://www.change.org/it/petizioni/firmiamo-la-petizione…     

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PETIZIONE AL PARLAMENTO

 

 

 

Roma – Compagni non c’è un euro. La «quaresima» per Bersani e i suoi arriverà subito dopo la Pasqua quando il partito verrà messo a dieta stretta.

 

Il tesoriere del Pd, Antonio Misiani, in una lettera resa pubblica da Radio24, annuncia «una serie di interventi di razionalizzazione delle spese». 
Il vento grillino che punta a spazzare via il finanziamento pubblico è arrivato anche nel bunker del Pd costringendo il partito dall’apparato più pesante a rifare i propri conti. Il tesoriere snocciola tutti i tagli inevitabili di fronte alla chiusura del rubinetto statale che nel 2011 ha versato nelle casse del Pd quasi 58 milioni di euro di rimborsi elettorali. Verranno chiuse le due sedi di via del Tritone e «riorganizzati» tutti gli spazi assegnati a dipendenti e collaboratori. I budget destinati ai membri della segreteria nazionale e ai Giovani Democratici saranno ridotti del 75 per cento rispetto all’anno precedente. Nel 2011 il totale delle spese è stato di oltre 60 milioni di euro (fonte sito Pd, ndr) dunque dovrebbe scendere a circa 15 milioni. E infatti Misiani annuncia che nel 2013 non ci saranno soldi per i forum. Chi li vorrà se li potrà pagare di tasca sua. Brutta aria anche per Youdem la web tv finita nell’occhio del ciclone per i costi eccessivi, anche qui verranno «massimizzate le economie di spesa». E che i funzionari di partito comincino a pensare di spostarsi con le loro macchine o a pagarsi i mezzi di trasporto perché arriveranno tagli drastici anche per «auto Ncc, giornali e viaggi». La mannaia si abbatte pure sulle ferie di tutto il personale «indipendentemente dagli incarichi e qualunque sia il livello di responsabilità assegnato» tutti i giorni dovranno essere consumati entro il limite di 18 mesi. E tanto peggio per chi fino ad ora non ne ha usufruito perché già dalla prossima busta paga verranno azzerate tutte le ferie superiori ai 40 giorni e le assenze dovranno essere sempre comunicate. Blocco totale degli straordinari per tutti. Tagli necessari, spiega Misiani anche nella speranza di evitare licenziamenti. Il tesoriere, intervistato su Radio24 durante il programma La zanzara, promette che almeno al momento non si licenzierà nessuno ma ci saranno «ricollocazioni e opportunità all’esterno». Certo difficile immaginare come il Pd potrebbe pagare i suoi dipendenti se da un giorno all’altro venisse a mancare il finanziamento pubblico. 
Tra le soluzioni prospettate dallo stesso Misiani per la sopravvivenza del partito quella del «crowdfunding» ovvero la raccolta di fondi dal basso sul modello di quella adottata dai grillini. E pensare che pochi giorni fa il tesoriere si era inalberato di fronte alla pubblicazione di un dossier sui costi del Pd che sarebbe stato voluto proprio da Matteo Renzi. Cifre da capogiro: 180 dipendenti, decine di addetti stampa, stipendi da migliaia di euro e casa pagata dal partito di fronte a carichi lavorativi oltretutto difficilmente quantificabili. Misiani aveva definito alcune cifre fantasiose rivendicando di aver quasi dimezzato le spese del partito da quando è diventato tesoriere alla fine del 2009. Ma i risparmi effettuati e anche quelli programmati per il futuro non basteranno comunque se verrà meno il finanziamento pubblico.

 

Dagli alloggi di servizio alle auto blu: alla Camera l’austerity targata Boldriniultima modifica: 2013-03-29T10:54:00+00:00da mobbing21
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