Trasgressioni e (pochi) castighi I 5 Stelle e le regole «a fasi alterne»

 


IL CODICE DI COMPORTAMENTO PREVEDE ESPULSIONI VOTATE ONLINE. MA IL PORTALE NON C’È

Trasgressioni e (pochi) castighi 
I 5 Stelle e le regole «a fasi alterne»

Finora perdonati voti in aula diversi dalla linea, auto blu e ospitate tv

 

Alessandra Bencini: ha aperto ad una fiducia al PdAlessandra Bencini: ha aperto ad una fiducia al Pd

MILANO – Nessuna sanzione (per ora), ma molte discussioni. La Rete, dopo l’intervento a un talk show del senatore Marino Mastrangeli, si interroga. E lo fa proprio a partire dalla pagina Facebook del parlamentare Cinque Stelle. «Dimettiti», chiedono alcuni attivisti. «A te non interessa cambiare il Paese, lascia il posto a qualcuno che abbia davvero capito cos’è il M5S», aggiunge Omar Carnevali. Per Mauro Nardone Mastrangeli invece ha «dimostrato semplicità, carattere e intraprendenza». Pareri opposti. Con un sottile problema strisciante, che diventa più insistente su forum e meet-up locali: il rispetto delle regole a fasi alterne nel movimento.

 

Dai diktat, alle espulsioni a una fermezza volubile.Alcuni citano l’esempio di Federica Salsi, criticata da Beppe Grillo con un post (e allontanata dal movimento il mese successivo) dopo l’apparizione a Ballarò e la paragonano al senatore laziale. Altri si fermano a casi più recenti, come l’uso dell’auto blu per l’incontro con il console Usa Donald Moore da parte dei grillini siciliani, il vice presidente dall’Ars Antonio Venturino e il presidente della commissione Ambiente dell’Ars Giampiero Trizzino. «Apprezzo che il M5S si muova in modo civile in sacrosante battaglie, ma non trovo corretto sbandierare tattiche di risparmio che si rivelano utopia. L’errore non è certo l’uso dell’auto, ma cadere in una palese contraddizione», commenta, tra gli altri, Francesco su sicilia5stelle . Ma è lo stesso Grillo ieri a prendere le difese di Venturino. «Ha rinunciato all’auto blu e alla diaria, doveva andare a 250 km da Palermo e con le ferrovie ci avrebbe messo tre giorni», dice alla web tv «La Cosa». E spiega: «Certo la macchina non ce l’ha, ha usato quella in dotazione alla Regione Sicilia». Poche ore prima Luigi Di Maio, sempre parlando di auto blu, aveva parlato di «risparmi irrisori» per la riorganizzazione dei percorsi «solo all’interno del perimetro di Roma».

Dibattiti su dibattiti, con gli attivisti divisi tra un’ala più radicale (che non vuole mediazioni e pretende sanzioni) e una parte del movimento più flessibile, che condivide le posizioni del leader e il nuovo atteggiamento nei confronti dei parlamentari, alcuni già «graziati» – dopo un post durissimo sul blog – per aver trasgredito l’esito della votazione a maggioranza e sostenuto Pietro Grasso per la presidenza del Senato. Scontri web che continuano anche sul tema della fiducia a un possibile esecutivo guidato dal Pd, dopo le dichiarazioni di Alessandra Bencini alCorriere della Sera . E proprio alla senatrice toscana si rivolge Lorenzo Salvestrini, che le ricorda: «Hai firmato un programma contro i partiti, sei pregata di rispettarlo, grazie». Di parere opposto Michele Ferrara: «Mi complimento per il suo equilibrio», scrive.

Di sicuro, punto di riferimento per i Cinque Stelle, è il codice di comportamento, sottoscritto da tutti i candidati alle Politiche, che vieta i talk show e stabilisce che «i gruppi parlamentari del Movimento 5 Stelle non dovranno associarsi con altri partiti o coalizioni o gruppi se non per votazioni su punti condivisi». Chiaro anche il meccanismo delle espulsioni. «I parlamentari del M5S riuniti, senza distinzione tra Camera e Senato, potranno per palesi violazioni del Codice di comportamento, proporre l’espulsione di un parlamentare del M5S a maggioranza – si legge -. L’espulsione dovrà essere ratificata da una votazione on line sul portale del M5S tra tutti gli iscritti, anch’essa a maggioranza». Per ora, quel portale nemmeno c’è.

Emanuele Buzzi


 

 

  1.  

Foto

 

Al parlamento italiano 

Questa petizione sarà consegnata a:

al parlamento italiano
 
 

PETIZIONE AL PARLAMENTO ITALIANO E PER CONOSCENZA AL PARLAMENTO EUROPEO PER RIFORMARE I PARTITI E I

SINDACATI PER VEDERE ED EVENTUALMENTE PER

FIRMARE LA PETIZIONE DIGITA QUI PETIZIONE AL PARLAMENTO ITALIANO E PER CONOSCENZA AL PARLAMENTO EUROPEO PER


Leggete l'articolo, ne vale la pena! http://www.ilgiornale.it/news/interni/lancella-bersani-carriera-coi-soldi-pubblici-895694.html


RIFORMARE

Sottoscriviamo  questa petizione per sottoporre alcune proposte innovative e riformatrici che se accolte dal Parlamento,  potranno dare un impulso etico e di trasparenza all’attuale status politico e sindacale del paese.

Per dare sostanza alle nostre proposte, abbiamo fondato un gruppo online usando il socialnetwork Facebook dove possiamo interagire con tanti amici online.
Il gruppo non ha scopo di lucro, è aperto a tutti ed è traversale .

Al gruppo hanno dato la loro adesione: politici, scrittori, filosofi,psicologi, giornalisti, dottori e gente comune.
Dopo questa dovuta presentazione siamo onorati di sottoporre al Parlamento. alcune proposte che abbiamo raggruppato in un vero e proprio codice etico. Ecco quindi l’esigenza in primis di affrontare all’interno dei medesimi alcuni correttivi.
I punti che abbiamo individuato sono i seguenti:


CODICE ETICO COME INTEGRAZIONE ALLO STATUTO DEI PARTITI E DEI SINDACATI

 

Con questa petizione al Parlamento

chiediamo
il taglio drastico delle spese e dei costi collegati al sistema dei partiti attraverso :

riduzione dei privilegi dei Parlamentari
 e dei Consiglieri Regionali. In particolare dovrà prevedersi il ridimensionamento delle retribuzioni e del trattamento previdenziale degli eletti e la forte riduzione delle assegnazioni di auto di servizio. Inoltre, per evitare una sclerosi del ceto politico, dovrà prevedersi l’introduzione del limite massimo di due mandati per qualsiasi carica istituzionale e lo svolgimento di elezioni primarie regolamentate per tutti i livelli istituzionali;
riduzione del numero dei Ministeri e dei componenti del Governo nazionale;
riduzione del numero dei componenti del Parlamento, dei Consigli Regionali e Comunali di almeno 1/3 ;
abolizione delle Province ad eccezione di quelle ricadenti nelle aree metropolitane ;
abolizione delle comunità montane prevedendo e favorendo delle unioni di comuni nelle aree interessate ;
abolizione dei Consigli Circoscrizionali nei comuni con popolazione inferiore a 200.000 abitanti, prevedendo forme e modalità di partecipazione popolare sul territorio ;
taglio drastico delle società e degli enti inutili Statali, Regionali e degli Enti locali. Trasformazione di quelli rimanenti in semplici unità amministrative cui dovrà essere preposto un dirigente pubblico ;
riduzione delle consulenze conferite dalla Pubblica Amministrazione di almeno la metà.


Attualmente lo statuto dei partiti ( e dei sindacati ) non prevede di rendere pubblico il proprio bilancio. Proposta: noi riteniamo che sia necessario invece che queste importanti istituzioni che fruiscono tra l’altro di contributi pubblici pubblicare i propri bilanci con controlli esterni
.
 I revisori dei conti non devono essere eletti solo all’interno dei partiti ma almeno la maggioranza deve essere espressione della società civile esterna. Deve essere garantita la democrazia interna nei partiti i probiviri sono attualmente eletti fra gli iscritti,
 La nostra proposta invece prevede che i probiviri siano esterni al partito
 Attualmente i candidati alle elezioni sono scelti per la maggior parte dalle segreterie dei partiti
 La nostra proposta invece prevede che i candidati siano scelti dalla base pura degli iscritti
 Attualmente vengono candidati anche persone che hanno pendenze penali in corso
 La nostra proposta è la non eleggibilità (e quindi la non candidatura) di tutti coloro i quali hanno pendenze in corso e la fedina penale e civile sporca

Erogare rimborsi elettorali pubblici ai partiti dati per le spese effettivamente sostenute con l’obbligo di produrre pezze giustificative: bolle, fatture, scontrini ecc.Per ridurre i costi della politica proponiamo che il finanziamento ai giornali di partito sia dato per l’effettiva  vendita dei giornali riscontrabile dagli abbonamenti e vendite effettive con pubblicazione online delle spese effettive riversando copie delle fatture e delle pezze giustificative. Con controllo esterno da parte della Corte dei Conti.

 Questi sono alcuni punti che noi riteniamo importanti proposte indirizzate a tutti coloro i quali sperano ancora nella Democrazia non di facciata ma reale basata non sulle oligarchie di regime partitocratrico ma su un vero stato di diritto.

In questi decenni i partiti hanno creato una distanza fra loro e i propri elettori, questa distanza riguarda la societa’ civile . I partiti purtroppo rappresentano solo se stessi e i loro interessi di bottega.
Hanno suddiviso il paese in caste e lobby… dimenticando il bene collettivo.
Troppi privilegi, e la non trasparenza hanno fatto si che la gente ormai sfiduciata , amareggiata, e disillusa non creda più allo stato di diritto, ma sempre più a uno stato fondato da furbi, ladri e disonesti.
Noi non vogliamo che ciò sia il nostro ma soprattutto il destino dei nostri figli e delle nuove generazioni..
Noi già abbiamo pagato un pesantissimo prezzo in nome di ideali ormai morti ed oggi utili solo alla partitocrazia che li usa per perpetuarsi.
 
Per il gruppo
Gabriele Cervi
GRUPPO FACEBOOK
RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI. CODICE ETICO

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    1. Lanciata da

      GABRIELE CERVI

      Cremona, Italy

    2.  COSA HA DETTO FERDINANDO IPOSIMATO:

       Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione

      Ferdinando Imposimato 8 gennaio Presidente #Monti , la prima legge da cambiare non è la legge elettorale ma la legge sui rimborsi delle spese elettorali, che deve essere abrogata . Finora è servita ad alimentare la corruzione dei leaders di alcuni partiti. Sandro Pertini , presidente della camera,nel 1974 rifiutò di firmare l’aumento delle indennità parlamentari, dicendo: >. I presidenti successivi hanno aumentato i rimborsi elettorali del 1110 %. Tutti dicono che bisogna cambiare la legge elettorale. Nessuno vuole cambiare la legge sui rimborsi elettorali, vera vergogna della politica! In Francia le due assemblee costano meno di un terzo delle nostre! Ferdinando Imposimato 6 gennaio bisogna arginare lo scandalo dei milioni dati ai partiti sperperati per fini privati, ma non sarà certo il partito dell’ex magistrato Antonio Di Pietro a porre rimedio, come emerge dal libro i soldi di partiti di Elio Veltri e Francesco Paola e dai servizi TV di Gabanelli che attendono una risposta .  

        1. Ferdinando Imposimato 8 gennaio cari cittadini, manca nei programmi di molti partiti l’abolizione delle vergognose spese elettorali. Quelli che fingono di essere contrari, li riceveranno lo stesso e ne faranno ciò che vogliono , a scapito dei cittadini, senza alcun controllo esterno da parte della Corte dei Conti.  
        2. Ferdinando Imposimato 8 gennaio vogliamo avere accesso ai bilanci dei partiti e conoscere quale è stata la destinazione dei milioni di euro incassati dai partiti; i referendum sono dei trucchi che non ingannano più nessuno.

       


      Ferdinando Imposimato 9 gennaio Cari amici, bisogna chiedere ai segretari dei vari partiti, a cominciare da Antonio Di Pietro, di farci sapere quanto è rimasto delle decine di milioni destinati dalla legge al rimborso delle spese elettorali: a me risulta, da documenti ufficiali, che sono residuate decine di milioni per ciascun partito, che non essendo stati spesi , dovrebbero tornare allo Stato e tramite questo ai lavoratori e disoccupati; basterebbe una semplice leggina.

       Ferdinando Imposimato

      Cari amici , il primo dovere del Presidente della Repubbblica è di sollecitare l’introduzione di controlli sui bilanci degli Organi parlamentari e costituzionali
      È inaccettabile la perdurante assenza di controlli e di giurisdizione sugli organi costituzionali e parlamentari. La impenetrabilità degli organi costituzionali ( Corte Costituzionale e Quirinale ) e parlamentari ( Camera dei deputati e Senato ) comporta che essi decidano ad libitum aumenti di indennità a proprio favore con un chiaro conflitto di interessi e senza il rispetto dell’art 53 della Costituzione, secondo cui « tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva ». Questa regola vale anche per gli Organi Costituzionali, compreso Quirinale, Camere e Consulta.
      Tale impenetrabilità e assenza di controlli non è giustificabile e non è valida nell’attuale ordinamento costituzionale che si ispira a principi di un equilibrato bilanciamento di tutte le funzioni e le attribuzioni fra i vari organi della Repubblica, cui spetta l’esercizio delle diverse funzioni nello specifico ambito di competenza.
      Sicché è accaduto spesso che, all’insaputa dei cittadini e contro i principi di equità sociale, quegli organi hanno aumentato a dismisura i propri privilegi economici.
      Un freno a questi abusi venne posto nel 1974, a titolo personale, dal Presidente della Camera dei deputati, Sandro Pertini. Questi chiamato a firmare un decreto che aumentava le indennità dei parlamentari, si oppose minacciando le dimissioni e deplorando l’iniziativa. Egli disse, sdegnato: «Ma come, in un momento di grave come questo, quando il padre di famiglia torna a casa con la paga decurtata dall’inflazione.. voi date questo esempio d’insensibilità? Io deploro l’iniziativa. Io con queste mani, non firmo »

A: 
al parlamento italiano 
Mai come ora, si sente la voglia di rinnovamento in politica e nel suo indotto. I referendum hanno riportato il popolo a riprendersi (anche se per un momento) la propria sovranità popolare. La gente ha dimostrato la voglia di cambiamento, mentre la classe politica sempre più vecchia, e incapace non riesce a rinnovarsi e a rinnovare il paese. Questi oligarchi di partito, questi Guelfi e Ghibellini capaci solo di farsi guerra e fare guerra per qualche poltrona in più sono diventati personaggi da repubblica delle banane.. Il nostro paese certamente non li merita perché gli italiani (almeno la maggioranza) ragiona ancora con il proprio cervello.. anche se non avendo alternative.. è facile preda dei predatori politici di turno…
Abbiamo una classe dirigente in politica che oltre ad essere vecchia, non produce idee nuove limitandosi di gestire lo status quo .
Nei partiti l’onestà è un optional come è un optional la democrazia interna. I partiti sono da sempre delle roccaforti dove non si decide liberamente condividendo intenti,proposte e nuove idee… Le federazione, le sezioni di partito si sono ridotte solo a portare acqua ai Leaders di partito e a mera propaganda sul nulla….
Di conseguenza il parlamento è diventato una cassa di risonanza per i partiti portatori di interessi di casta e di privilegi sempre più consolidati e di non facile estirpazione.. 

Fino a quando i partiti non faranno pulizia al loro proprio interno, fino a quando verranno gestite le segreteria di partito ad personam, fino a quando chi fa politica la fa per un proprio tornaconto personale.. la politica non potrà mai essere riformata perché non conviene in primis a coloro i quali la usano per mercimonia.
Tutto quello fin qui prodotto dai politici è servito a rafforzare le loro case vuote di valori ma piene di interessi..e di business…
Loro i partiti sono unici nella loro disonestà…non ci risulta che in Europa ci siano partiti (oltre al nostro) chei gestiscono finanziamenti pubblici, senza controlli ma soprattutto occultando i propri bilanci.
Vorremo sapere dove esistono oligarchi come i nostri che dopo 20. 30. 40. 50 anni di incarichi e di potere sono ancora sulla scena politica a comandare ma soprattutto a fare i propri interessi..
In verità ,Il sitema politico italiano è un caso a parte..dove un certo potere politico ormai obsoleto continua a reiterare iniquità e interessi di parte
Gabriele Cervi

 
 

 

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LUCRO, NASCE PER CREARE NUOVE COSCIENZE, NASCE  PER DIVULGARE AUTONOMAMENTE  IL PENSIERO DEL MOVIMENTO 5 STELLE E NEL CONTEMPO  STUDIARE, ANALIZZARE

E COMMENTARE IL FENOMENO BEPPE GRILLO ,CHE RITENGO SIA IMPORTANTE PER DARE UN COLPO MORTALE ALLA PARTITOCRAZIA, AI COMITATI D’AFFARI DEI PARTITI E DEI SINDACATI  CHE CON I LORO PADRINI-OLIGARCHI HANNO RESO IN DECENNI DI DISONESTÀ ISTITUZIONALE  IL NOSTRO PAESE POVERO E SENZA FUTURO

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 BLOG UFFICIALE  di Beppe Grillo

bbiano ritenuto 

opportuno e socialmente utile lanciare questa 

Immagine di copertina

  

  

  

  

    

       

   

  

  

L’auto-denuncia su Facebook

Prime ammissioni nel Movimento 5 Stelle. Dopo l’anatema di Beppe Grillo contro coloro che sabato hanno votato a favore dell’elezione di Piero Grasso alla presidenza del Senato («se qualcuno… …ha mentito agli elettori, spero ne tragga le dovute conseguenze») arriva su Facebook il «mea culpa» di Giuseppe Vacciano.

 

VACCIANO – «Lunedì e martedì sarò a Roma per discutere l’opportunità delle mie dimissioni», scrive Vacciano sul social media, ammettendo di aver votato per Grasso. «Se si cercano i colpevoli di ‘alto tradimento ai principi del M5S’, ecco, uno l’avete trovato».

«NO A FIDUCIA PD» – «Nel mio futuro, se non sarà tra i cittadini del M5S, non ci saranno ‘gruppi misti’ o gruppi di altri colori. La parola su cui si deve decidere è dimissioni sì o no», prosegue Vacciano, 40 anni, napoletano di origine ma eletto nel Lazio. «Nessuno mi ha fatto ‘propostè, ‘offerte’ o ha tentato di ‘comprare’ il mio voto. Nessuno, se non me stesso e la mia coscienza, è responsabile della mia scelta», aggiunge Vacciano, che prima di entrare in Parlamento faceva l’impiegato alla Banca d’Italia. «A nessuno venga in mente che questo voto, riguardante esclusivamente una figura di garanzia istituzionalmente prevista, possa automaticamente comportare una dichiarazione di fiducia al Pd. Su quello la posizione è stata netta sin dal primo giorno: nessuna fiducia a nessuno se non a un governo 5 Stelle!», sottolinea il senatore. «Quello che sto scrivendo non mi è stato imposto da nessuno, tanto meno da Beppe Grillo che ho sempre stimato, ma che come ogni cittadino, nella mia ottica conta sempre uno. Anche in questo, devo rispondere alla mia coscienza, come ho fatto nell’urna», scrive ancora Vacciano.

«NON POTEVO» – «Di fronte al rischio di vedere nuovamente una persona come quella proposta dal Pdl quale seconda carica dello Stato (non credo che i cittadini italiani meritino una cosa del genere), pure con mille dubbi e consapevole che tra Pd e Pdl non esiste il meno peggio, ho votato Grasso», si giustifica Vacciano. «A volte seguire la propria coscienza porta a delle scelte e io, liberamente, ho deciso di farne una.

SOLIDARIETÀ – Ma a Vacciano arrivano i primi segnali di solidarietà da parte di altri parlamentari M5S. Il veronese 35enne Alessio Tacconi ha inviato, infatti, questo tweet: «Massima solidarietà ai senatori siciliani per la decisione presa di votare secondo la loro coscienza. Nel M5S non siete soli».

«NON LI CROCIFIGGO» – «Confermo che la linea era votare scheda bianca o nulla al Senato». Lo afferma Vito Crimi, capogruppo del Movimento 5 Stelle. «Poi qualcuno ha voluto votare secondo propria coscienza e non mi sento di crocifiggerlo perché so la sofferenza che ci stava dietro».

Redazione Online


LA FURIA DEL PADRONE

 

 Grillo: “Chi tradisce fuori.

 

La legislatura sarà breve”

 

Grillo livido di rabbia:
"I traditori fuori dal M5S.
E il governo subito giù"

Beppe Grillo

 

La democrazia scioglie il Movimento 5 Stelle. Al primo voto significativo, alla prima scelta pesante – quella sul presidente del Senato – i grillini si spaccano. Alla fine di una giornata convulsa alcuni di loro hanno scelto di votare per

 

Pietro Grassodel Pd, tradendo il diktat diBeppe Grillo: “Mai con nessun partito”. E lo stesso Grillo, che nonostante le parole di circostanza si pone all’interno del M5S con una posizione dittatoriale, sul suo blog ha tuonato: “Se qualcuno si fosse sottratto a questo obbligo (quello di non votare per i partiti,ndr) ha mentito agli elettori. Spero ne tragga le dovute conseguenze”. Quali sarebbero le “dovute conseguenze”? Semplice, le dimissioni.

“Traditori” – Il dittatore Beppe ha invitato alle dimissioni quei senatori cinquestellati che “non hanno rispettato il codice di comportamento degli eletti. Nella votazione di oggi per la presidenza del Senato è mancata la trasparenza. Il voto segreto non ha senso, l’eletto deve rispondere delle sua azioni ai cittadini con un voto palese. Se questo è vero in generale, per il Movimento 5 Stelle, che fa della trasparenza uno dei suoi punti cardinali, vale ancora di più. Per questo vorrei che i senatori del M5S dichiarino il loro voto”. Così il comico ligure, in difficoltà: il movimento ha iniziato a smarcarsi dal grande capo.

Il regolamento– Beppe Grillo ha fatto al punto 4 del regolamento, quello sulla trasparenza, dove si legge che le “votazioni in aula sono decise a maggioranza dei parlamentari del M5S”. la norma sulle espulsioni dal gruppo è invece al punto 6 del Codice. “I parlamentari del M5S riuniti, senza distinzione tra Camera e Senato, potranno per palesi violazioni del Codice di Comportamento, proporre l’espulsione di un parlamentare del M5S a maggioranza. L’espulsione dovrà essere ratificata da una votazione on line sul portale del M5S tra tutti gli iscritti, anch’essa a maggioranza”.

Legislatura breve – 

 

Ma Grillo è una furia. Livido di rabbia, nelle ore seguenti è tornato ancora sul voto a Grasso e Laura Boldrini (eletta alla Camera). L’obiettivo del comico ligure è il Partito Democratico. Secondo Grillo Boldrini e Grasso sono solo “delle foglie di fico in una legislatura che si annuncia breve”. Quindi un attacco al prossimo inquilino del Colle, che in Italia, secondo il dittatore Beppe, ha “poteri da monarca”. Il leader cinquestellato chiede di essere chiamato “portavoce” del M5S, e in veste di questo ruolo dice la sua sul prossimo presidente della Repubblica: “Il candidato di pdl e di parte (gran parte?) del pdmenoelle è Massimo D’Alema. Non è ufficiale e nemmeno ufficioso, ma è molto plausibile. Non ci credete? Non ci credevo neppure io”. E ancora: “La candidatura di D’Alema sarebbe irricevibile dall’opinione pubblica. Un fiammifero in un pagliaio. Il Paese non reggerebbe a sette anni di inciucio. Un passo indietro preventivo e una smentita, anche indignata per le voci infondate, sarebbero graditi”.

 

DEMOCRAZIA A 5 STELLE

Grillo, censurati i commenti negativi

sul suo blog

GRILLO SI SCAGLIA CONTRO I TRADITORI. MA IN MOLTI NON LA

PENSANO COME LUI: I PENSIERI “SCOMODI” VENGONO RIMOSSI

IN FRETTA E FURIA

C
Beppe kapò: censura 2.500 commenti 
sul suo blog

Beppe Grillo

 

Il dittatore Grillo tuona in rete: “Chi ha tradito votando il Pd va cacciato”. Lo scrive sul blog poco prima delle 23 di sabato. Il giorno successivo alle 14 c’erano più di 7.500 commenti. Molti dei quli, però, non in linea con Beppe. E i commenti più votati, e quindi più graditi, erano quelli che contestavano la linea del leader del Movimento 5 Stelle, ritenendo in buona sostanza che Pietro Grasso fosse un nome migliore per la presidenza del Senato rispetto a quello di Renato Schifani. C’era poi il commento di tal Ferdinand Bardamu(pseudonimo da antieroe ispirato da Cèline) che gridava il suo dolore per la “svolta autoritaria del M5S”, e invitava “i senatori dell’M5S che hanno avuto il coraggio e la serietà di ribellarsi ai diktat vergognosi di Grillo e ai suoi deliri di onnipotenza”.

La censura – Un vero affronto al capo, dunque. E infatti il capo si ribella. Con metodi tutt’altro che democratici. La denuncia arriva da Bardamù stesso, che dopo aver raccolto 250 “like” al commento, scopre che a metà di domenica mattina il suo pensiero era scomparso. Alla sua denuncia si è poi unita quella di molti altri utenti: Grillo, il teorico dell’uno vale uno, censura i commenti scomodi e cancella le critiche. Ma il caso di Bardamù non è l’unico: alle 14 di domenica, riportava il sito del Corriere, erano accessibili 21 pagine di commenti al post con cui Grillo si è scagliato contro i traditori. Ogni pagina contiene 250 commenti. Dunque, all’appello ne mancano 2.250. Una clamorosa e macroscopica censura.

 IL GURU DEI COPIONI

Movimento 5 Stelle? No, “V per

Vendetta”

GRILLO HA RIPRESO DAL FILM CULTO DEGLI ANARCOIDI IL PROGRAMMA,

I SIMBOLI E GLI STESSI “VAFFA DAY”. NON HA UNA MEZZA IDEA IN

TESTA

Movimento 5 Stelle? No.
E' "V per Vendetta"

 

 di Pierangelo Maurizio

Spiace a dirlo: davvero. Ma sembra che Beppe Grillo abbia copiato. Semplicemente, banalmente. Che cosa? Tutto. Programma, idee, simboli del «movimento». Quel che è peggio, è che avrebbe copiato da un film: «V for Vendetta» («V per Vendetta»), pellicola americana girata nel 2005 e uscita nel 2006, con qualcosa di strano fin dal titolo (la parola «vendetta» è nel titolo originale, al posto dei più frequenti in inglese wreath o revenge). Titolo  anarcoide, diventato un cult nel giro, ma che ha dato – guarda le combinazioni – parecchi quattrini (78 milioni di profitti alla produzione solo negli Usa). Con notevoli capacità d’interpretazione, l’ex comico Beppe Grillo è come se stesse recitando lo stesso copione sul palcoscenico Italia con i dovuti adeguamenti. Vuoi vedere che tutto questo casino, ce lo dobbiamo sorbire per la suggestione di un film?

La trama è presto detta. Siamo nella Gran Bretagna del 2019 – ma potrebbe essere benissimo l’Italia o un altro Paese europeo -, schiacciata da un regime dittatoriale che tiene in pugno la gente grazie alla paura della crisi, ai mass media e una polizia segreta e spietata. Nel complesso un fumettone. Il protagonista è un eroe dalle idee anarchiche. Solitario combatte l’odiato sistema, sulle orme di Guy Fawkes che il 5 novembre 1605 cercò di far saltare in aria il Parlamento inglese. E si fa chiamare soltanto «V». Vi ricorda nulla?

I V-day con cui Beppe Grillo è stato lanciato? Ecco, sono stati presi in prestito dal film, dove ossessivamente si ripete la lettera V rosso sangue che il protagonista fin dall’inizio fa scintillare nella notte londinese, disegnata da un’orchestra di fuochi d’artificio per celebrare l’esplosione del ministero della giustizia. L’estensione del «V-affanculo day» deve essere stata un copyright, un’aggiunta creativa, dell’ editore di Beppe, Gianroberto Casaleggio, o del duo. La V stilizzata compare anche nella denominazione del MoVimento (V maiuscola e rossa). 

Oltre alla V, nelle due ore del nostro fumettone viene spalmato il numero 5. Come il MoVimento 5 stelle, anche se i militanti spiegano che qui il 5 sta per i cinque punti fondamentali: Acqua, Ambiente, Trasporti, Connettività , Sviluppo. Sarà.

Fin qui i richiami simbolici – e i simboli nella comunicazione di massa sono importanti – ma il fatto è che nel film c’è anche tutto il programma politico. Avete presente quando Grillo conciona sull’assalto al Palazzo, da far saltare metaforicamente? Ecco la conversazione della bella Evey con V che il 5 novembre sta per far saltare il Parlamento inglese. Evey: «Tu pensi che far saltare il parlamento renderà migliore questo paese»? V: «Non vi sono certezze solo opportunità… I popoli non dovrebbero avere paura dei propri governi, sono i governi che dovrebbero avere paura dei propri popoli». Lei insiste: «E tu vuoi che questo accada facendo esplodere un palazzo?». E lui: «Il palazzo è un simbolo, come lo è l’atto di distruggerlo. Sono gli uomini che conferiscono potere ai simboli. Da solo un simbolo è privo di significato, ma con un bel numero di persone alle spalle far saltare un palazzo può cambiare il mondo».  Il che comincia a farsi inquietante.

E Grillo mascherato? Anche questo è farina del sacco altrui. Il vendicatore del film gira con il volto coperto da una maschera di Guy Faweks, il cospiratore che gli inglesi pragmaticamente mandarono al patibolo invece che alle consultazioni con Napolitano. Le filippiche contro tv e giornali (italiani)? Anche qui il nostro Beppe si è ispirato abbondantemente. A 12 minuti dall’inizio del film l’onesta assistente dice al perfido direttore della tv Btn: «Dici che la gente si beva queste boiate?». Risposta: «Perché no? Siamo la Btn, il nostro compito è riportare le notizie. A fabbricarle ci pensa il governo…». Poi «V per Vendetta» è un tripudio di commenti tipo «Che stronzate!», «Ma chi ci crede!?», ogni volta che si accende un tg.

Fossimo un paese rigoroso o con un minor senso della commedia, Grillo dovrebbe fare come quei ministri tedeschi o anglosassoni che, scoperti ad aver copiato la tesi di laurea, si dimettono all’istante. Figuriamoci un programma e i simboli di un partito. E non è mica finita. Porca miseria: Alan Moore, l’autore del fumetto da cui è stato tratto «V per Vendetta», è la copia sputata, sembra il fratello, con qualche anno di più e appena imbolsito, di Gianroberto Casaleggio. Possibile che abbiano copiato pure il parrucchiere? 

  PER FIRMARE DIGITA QUI:https://www.change.org/it/

 

 

vogliamo rinnovare l'intera classe parlamentare non più affidabile ! con giovani onesti controllabili cittadini preparati laureati ma soprattutto incensurati ! riportare la politica per il bene comune giustizia uguaglianza solidale verso i cittadini più sfortunati primo passo reddito minimo di cittadinanza alle famiglie senza reddito.

 

 

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PD: ECCO IL DOSSIER DELLE SPESE – – I 300 DIPENDENTI COSTANO CIRCA 30 MILIONI L’ANNO.

 

1. RENZI VUOLE TRASFORMARE IL PD IN UNA “BAD COMPANY”: ECCO IL DOSSIER DELLE SPESE – – I 300 DIPENDENTI COSTANO CIRCA 30 MILIONI L’ANNO. ORFINI S’INCAZZA PER IL DOSSIERAGGIO, LA BINDI MINACCIA QUERELA. MA I DATI SONO DISPONIBILI ANCHE SUL BILANCIO – E’ IMPENSABILE CHE UN DOSSIER DI QUESTO TIPO NON POSSA NON INCAROGNIRE I RAPPORTI TRA RENZI E IL PD: SCISSIONE ALLE PORTE? –

1. ESCLUSIVO: IL DOSSIER SU ORGANIZZAZIONE E SPESE DEL PD IN MANO A RENZI

Il Segretario Nazionale ha un Capo Segreteria (Zoia Veronesi, le voci dicono 90.000 euro lordi l’anno) e 4 segretarie, già facenti parte del personale Pd (guadagnano tra i 1.200 e i 2.000).

 

Nello staff del Segretario come incarichi fiduciari sono assunti a tempo determinato il Portovace Stefano Di Traglia, (sui 4.000), il Capo Ufficio stampa Roberto Seghetti (credo sui 5.000 euro), il Vice capo ufficio stampa Chiara Muzzi.(2.500). A loro si aggiunge Paola Silvestri (pagata dal gruppo Pd al Senato).

renzi e bersaniRENZI E BERSANI

Seghetti ha la responsabilità di guidare un ufficio stampa composto da 14 persone dipendenti a tempo indeterminato. (dai 1.500 ai 4.000)

Il vicesegretario Letta ha due collaboratori (ha 4 segretari assunti a tempo indeterminato dal pd dai 1500-4000).

BERSANI RENZI ballottaggio BIGBERSANI RENZI BALLOTTAGGIO BIG

La presidente Rosy Bindi ha tre segretarie ( già assunte dal pd a tempo indeterminato dai 1600-1900). Ha una addetta stampa Chiara Rinaldini e un altro collaboratore pagato dalla vicepresidenza della camera.

I vicepresidenti sono Ivan Scalfarotto e Marina Sereni

La SEGRETERIA è composta da 12 persone, si tratta di un incarico politico retribuito con contratti a tempo determinato di circa 3.500 euro al mese, più l’alloggio per chi non è di Roma.

BERSANI RENZIBERSANI RENZI

Il coordinatore della Segreteria è Maurizio Migliavacca, non retribuito in quanto parlamentare. Sotto di lui, Vanio Balzo (tempo indeterminato) , Alfredo D’Attorre e Alessandro Mazzoli (tempo determinato, circa 2.500)

Migliavacca ha due segretarie (sui 1.500-1.800)

Il Tesoriere Antonio Misiani (non retribuito in quanto deputato) è a capo dell’Amministrazione ( sei persone di cui due segretarie, 3 amministratrici e un dirigente.). Il dirigente è Trevisonno ( 5000 euro a tempo determinato, si occupa anche della gestione delle spese della festa democratica), le segretarie (1800-2000), gli amministrativi ( 1800- 2500).

ORGANIZZAZIONE. 
Stumpo. (già funzionario Pd, assunto a tempo indeterminato, sui 6.000 euro) sotto di lui Elettra Pozzilli (coordinatrice dell’area organizzazione, assunta a tempo indeterminato guadagna sui 3000). Tore Corona: tesseramento ( t. ind sui 3000 e passa). Andrea de Maria ( funzionario Emilia Romagna). Eugenio Marino, responsabile degli italiani nel mondo ( t.ind 2.500). Marina Sale, ufficio circoli ( t. ind sui 2000) Ha tre segretarie (tra i 1500 e i 2000).

ROSI BINDI PIER LUIGI BERSANIROSI BINDI PIER LUIGI BERSANI

Enti locali, Davide Zoggia. ( 3.500, t. det., più alloggio). Lavorano per lui Peta, responsabile dei rapporti con gli amministratori ( t. ind 2.000). Silvana Giuffrè , funzionario ( t. ind sui 3000). Pacella ( assunto dall’Unione Province Italiane più contratto a progetto del Pd) e un altro funzionario con due segretarie che guadagnano dai 2000 ai 2500 a tempo ind.

link to media galleryMATTEO ORFINI

 

ECONOMIA 
Fassina (3.500 t. det. senza alloggio) , sotto di lui dodici incarichi tematici, 3 dei quali retribuiti dal Pd. Il responsabile turismo Armando Cirillo (2.500 t.ind), Lucio Cafarelli (2.500 t. ind) , Valentino Filippetti (3.000 t.ind).

COMUNICAZIONE 
Matteo Orfini (3.550 t.det no alloggio) . Lavorano per lui Domenico Petrolo – progetti culturali ( tempo ind 1800-2000). Francesco Verducci ( non più stipendiato in quanto parlamentare ma assunto a t.det come funzionario partito). Rita Borioni e Alessandra Untolini ( la seconda è assunta a t. det ,ma entrambe retribuite dal pd). Francesco Siciliano ( t. det 1500). Orfini Ha due segretarie ( 1500-1800).

FORMAZIONE 
Anna maria Parente ( t. ind 3.500 no alloggio) . ha 4 persone che collaborano con lei. Di cui due assunte dal pd a t. ind ( 1500-1800) e due contratti a progetto.

SCUOLA 
Francesca Puglisi (3.500 t.det più alloggio). Con le i lavora una dipendente pd a t. ind ( 1500-1700 ) e un collaboratore a progetto.

BINDI FASSINA BERSANIBINDI FASSINA BERSANISTEFANO FASSINA jpegSTEFANO FASSINA JPEG

TERZO SETTORE 
Cecilia Carmassi ( t. det 3.500 più alloggio). Collabora con lei Gea Polidori ( funzionario a t. ind 3000)

TRASPORTI 
Matteo Mauri ( 3.500 con alloggio t.det). con lui collabora un dipende del pd ( t. ind 2000) e un collaboratore a progetto. Ha una segretaria ( già dipendente pd 2000 t. ind)

DIRITTI CIVILI
Ettore Martinelli ( 3.500 td con alloggio)

UNIVERSITÀ E RICERCA 
Marco Meloni ( non retribuito perché è consigliere regionale, ma ha un alloggio), con una segretaria già dipendente pd a t. ind.

AMBIENTE 
Stella Bianchi (3.500 t. ind no alloggio) ha un collaboratore Giovanni Lattanzi. Ha dato 5 incarichi non retribuiti.

DONNE 
Roberta Agostini (3500 t. det no alloggio) ha una segretaria già dipendente pd (t.ind) e una collaboratrice a progetto.

rosy bindi xROSY BINDI X

FESTE ED EVENTI
Responsabile feste Lino Paganelli ( funzionario t. ind 8000 circa) ha due segretarie ( t. ind 2.000)

COMUNICAZIONE E PROPAGANDA
Stefano di Traglia ha una segretaria ( t. ind già dipendente pd)
Daniela Gentile coordinatrice area (t. ind 3000) due dipendenti ( t. ind 1600-1900).

FORUM ICT 
Paolo Gentiloni (non retribuito in quanto parlamentare) ha una segretaria ( non pagata dal pd) e ha una collaboratrice ( t. ind pd 2.500)

FORUM GIUSTIZIA 
Andrea Orlando (non retribuito in quanto parlamentare) ha una addetta stampa ( già dipendente. Pd t. ind ).
L. Di Bartolomei ( t. ind funzionario 2000)

NICO STUMPONICO STUMPO

FORUM RADIOTV 
Rognoni ( no retribuito ma alloggio pagato) con lui Gianluca Lioni ( funzionario e responsabile di area ( t. ind 2500)

FORUM WELFARE 
Beppe Fioroni ( non retribuito in quanto parlamentare) Ha una segretaria (dipendente pd t. ind 1400) ha un collaboratore Iannuzzi ( funzionario pd 2500).

FORUM CENTRO STUDI 
Gianni Cuperlo ( non retribuito in quanto parlamentare) . Ha una segretaria ( dipendente pd t. ind ) e Vezzosi ( funzionario Pd t. ind 3000-4000)

FORUM IMMIGRAZIONE 
Livia Turco ( finora non retribuita in quanto parlamentare). Ha un collaboratore Kalid Chouaki ( contratto a progetto e futuro parlamentare) e un funzionario marco Paciotti ( t. ind 2500)

Maurizio MigliavaccaMAURIZIO MIGLIAVACCA

FORUM ESTERI 
Lapo Pistelli ( non retribuito in quanto parlamentare) con lui lavorano Filibeck (funzionario pd t. ind 2500) e Ulisse ( funzionaria Pd t. ind 3500). 
Poi Raffaella Illice segreteria organizzativa ( t. ind 2000). Barabara Mola ( dipendente t. ind) capo segreteria Rossella Romano ( t. ind dipendente pd) 
Nicola Manca ( pagato dal gruppo parlamentare pd camera) 
Federica Mogherini ( parlamentare) 
Ugo Papi e Bader (consulenza).

FORUM INFANZIA E ADOLESCENZA 
Anna Serafini ( non retribuita, parlamentare) con lei collabora Lucia Fattori

FORUM LAVORO 
Emilio Gabaglio

FORUM NUOVI LINGUAGGI 
Pippo Civati ( non retribuito perché consigliere regionale)

FORUM PD RIFORMA DELLO STATO 
Luciano Violante ( non retribuito perchè parlamentare)

PIERLUIGI BERSANI E CHIARA GELONIPIERLUIGI BERSANI E CHIARA GELONI

FORUM POLITICHE AGRICOLE 
Enzo Lavarra

FORUM AMBIENTE 
Laura Puppato

FORUM POLITICHE ISTRUZIONE 
Giovanni Bachelet ( non retribuito parlamentare)

FORUM POLITICHE FAMIGLIA 
Treu ( non retribuito parlamentare)

FORUM RIFORMA PA 
Oriano Giovanelli (non retribuito)

FORUM POLITICHE LOCALI 
Claudio martini

link to media galleryLIVIA TURCO SORRIDENTE FOTO ANDREA ARRIGA

 

FORUM MEZZOGIORNO 
Umberto ranieri

FORUM UNIVERSITÀ E SAPERI 
Maria Chiara Carrozza (non retribuita)

FORUM ECONOMIA 
Paolo guerrieri 

SITO INTERNET
Resp Tiziana Ragni (giornalista pd t. ind 3.000-4.000)
Con lei lavorano 4 dipendenti del pd ( t. ind 1600-2000)

YOUDEM
I dipendenti di youdem sono stati assunti da una società a cui fa capo il pd. La società si chiama Eventi Italia e l’editore è Lino Paganelli.
Direttore Chiara Geloni ( t. det 90.000 lordi con contratto giornalistico art 1. Ha in più un contratto di collaborazione col pd. Circa 20.000 lordi)

Coordinatore di redazione Cagelli (2000 euro assunto a t. ind con contratto giornalistico Aeranti Corallo)

ANDREA ORLANDOANDREA ORLANDO

8 redattori ( 1450- 2000 assunti a t. ind con contratto giornalistico, in parte Articolo 1 in parte Aeranti Corallo)

Youdem si avvale di un collaboratore esterno Bucchi (2000 euro contratto a progetto)

Fanno riferimento a Youdem anche le tre società fornitrici: Mosaico per il montaggio, Rea per riprese e regia e Doll per il sito.

Il numero dei dipendenti dei dirigenti del partito si aggira sui 180.

2. RENZI: ABOLIRE IL FINANZIAMENTO NON SERVE A FAR PACE CON GRILLO MA CON GLI ITALIANI
Matteo Renzi su Facebook

Le polemiche interne al PD non hanno senso. Almeno, non adesso. Che io abbia proposto l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti non è una notizia: è proposta che abbiamo lanciato dalle primarie e dalla Leopolda. Non so se abolire il finanziamento serva a far pace con Grillo; sicuramente serve a far pace con gli italiani che hanno votato un referendum e che anche alle elezioni ci hanno dato un segnale.

Antonio MisianANTONIO MISIAN

Nessuno vuole “sabotare” il tentativo di Bersani, anzi. L’Italia ha bisogno di un Governo, prima possibile. Perché l’emergenza non è sapere chi farà il ministro, ma affrontare la situazione economica e la crisi occupazionale. Paradossalmente se Bersani accettasse di abolire il finanziamento ai partiti forse avrebbe qualche chance in più – non in meno – di farcela. Decida lui, comunque: a me non sta a cuore la discussione di corrente, ma sta a cuore l’Italia.

3. RENZI VUOLE SMANTELLARE LA “BAD COMPANY” DEL PD
Eduardo Di Blasi per “Il Fatto Quotidiano

Adesso che Matteo Renzi è di nuovo in pista per prendersi la guida del centrosinistra e che l’incredibile successo del Movimento Cinque Stelle porta anche i vecchi “partiti organizzati” a dover fare i conti con il peso (e il costo) delle proprie strutture, il Partito democratico ha un nuovo problema. Il Corriere della Sera lo chiama “dossier Renzi”, intendendo con questo uno studio, che circola tra i fedelissimi del sindaco di Firenze, sui costi dell’organizzazione politica nella quale lui stesso milita.

Uno studio, si deduce, per comprendere se quel partito potrebbe sopravvivere anche nel caso in cui la linea Renzi sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, risultasse alla fine vincente. Nello studio si fa cenno alla doppia natura del partito, che conta circa 190 dipendenti nella propria articolazione centrale e altri 110 assunti a vario titolo nei gruppi di Camera e Senato.

Si analizza lo staff della segreteria (con stipendi che variano dai 1500 e 5mila euro), quello della “Eventi Italia” la società di scopo che ha in conto anche YouDem, la web tv diretta da Chiara Geloni. Si spiega che al sito internet lavorano in cinque e che i funzionari assunti dalla segreteria e facenti parte dello staff di Enrico Letta, Maurizio Migliavacca, Rosy Bindi, Ivan Scalfarotto e Marina Sereni, sono diciassette. I dodici componenti della segreteria (esclusi gli eletti) riceverebbero 3500 euro mensili e la disponbilità di un appartamento per chi non è di Roma.

ScalfarottoSCALFAROTTO

Tra i nomi di cui si dà conto nell’articolo del Corriere figurano quelli di Rosy Bindi e di Matteo Orfini, che non la prendono benissimo. Il secondo replica a stretto giro: “Tralascio per ora di dare giudizi sul fatto che si possa anche solo immaginare di fare attività di dossieraggio sui propri compagni di partito perchè sono certo che Matteo smentirà, ma così non fosse approfitto per rendergli più agevole il compito. Il mio contratto col Pd dura il tempo del mio incarico in segreteria.

Prima della segreteria Bersani ho fatto tanti lavori, nessuno dei quali retribuito dal Pd o dai partiti che lo hanno fondato. Il mio contratto prevede un compenso di circa 3300 euro mensili. Per la cronaca, prima di entrare in segreteria guadagnavo di più. Vivo a Roma, al Tufello (non certo un quartiere centrale) nella casa di proprietà della mia compagna. Ogni mattina vado a lavorare con la Metro b1 (no, non mi faccio rimborsare il biglietto)”.

La vicepresidente della Camera minaccia querela e chiarisce: “Nessuno dei miei collaboratori, compresa la portavoce, è mai stato dipendente del Pd o di altri partiti. Ho sempre provveduto con le mie indennità e alcuni hanno fatto parte degli staff previsti dagli incarichi istituzionali” (da vicepresidente della Camera ndr.).

PIETRO GRASSO TRA BERSANI ED ENRICO LETTAPIETRO GRASSO TRA BERSANI ED ENRICO LETTA

A rispondere, via Facebook, è anche il tesoriere Pd Antonio Misiani: “Sono diventato tesoriere a fine 2009, funzione che svolgo a titolo gratuito come tutti i parlamentari che hanno incarichi nel partito. Da allora, pur tra mille limiti, il Pd nazionale ha ridotto le proprie spese del 30 per cento. Il nostro organico è inferiore del 40 per cento rispetto a quello di DS e Margherita a fine 2007, quando i due partiti fondarono il Pd. Le retribuzioni dei dipendenti sono bloccate da anni e quelle delle figure tecniche apicali sono più basse dei corrispondenti livelli nel settore privato”.

Conclude: “È sgradevole fare lotta politica a colpi di dossier, coinvolgendo anche la vita delle persone. Gli elettori del Pd ci chiedono trasparenza e responsabilità”. Renzi non si sottrae allo scontro politico: “Non c’è nessuna attività di dossieraggio – afferma – se ci sono battaglie politiche, uno le fa dicendo in faccia quello che pensa”.

ie11 bersani lettaIE11 BERSANI LETTA

Il “dossier Renzi” in verità, così come anticipato dai media, non dice molto di più di quello che si può ricavare dai bilanci dello stesso Pd e dai dati diffusi dalla Camera. È lo stesso Misiani, in calce alla relazione al bilancio 2011 ad affermare: “Alla data del 31 dicembre 2011 l’organico è così costituito”. E contare: 17 giornalisti (un direttore, otto capi redattore, 1 vice caporedattore, 2 vice caposervizio e 6 redattori ordinari), 173 dipendenti (156 assunti a tempo indeterminato), sette collaboratori, una borsa di studio.

“Tra Ds e Margherita – spiega oggi – gli assunti erano 330”. Fatto sta che il peso economico degli assunti del Pd pesa ogni anno per circa 12,5 milioni di euro sul bilancio. Cui vanno sommati i soldi pubblici che non escono direttamente dai bilanci del partito ma da quelli delle Camere. Solo per Montecitorio il gruppo ha ricevuto per ogni anno di legislatura la cifra di 9,5 milioni di euro. Un milione in più delle stime di Renzi. FONTE DAGOSPIA

 

e. Riassumendo: dal Ppi (futuro Pd) al Pd quindi al Pd e infine al Pd, ma a tempo. 
Una carriera blindata nel recinto sicuro del partito, in particolare dell’amato Bersani, con slanci verso D’Alema, ma guai a parlarle dei loro avversari, li sbrana. Dopo una diretta a TgCom24 si lamentò che si fosse discusso solo di Veltroni e non di Bersani («Normale? Per me no»). Detesta ovviamente Renzi, quel presuntuoso che vorrebbe rottamare Pier Luigi suo. Ma non si pensi ad una semplice carriere da funzionario di partito. Ci sono stati scoop che spiegano i 6mila euro. Come la pipì fatta al Pentagono, durante un viaggio Usa a rimorchio del solito Bersani, rivelata su Facebook. Precisando: «Io ho fatto pipì perché il segretario faceva pipì. Altrimenti avrei resistito, chiaro». La direzione del Tg3 ci sta tutta

 

 

Immagine di copertina

 CARI AMICI QUESTI VIDEO SONO ESPLICATIVI  E SONO UNA PROVA PROVATA DELLO STATUS QUO…CHE NOI ABBIAMO IL DOVERE DI CAMBIARE

 

  


 


 

 

 

 

 

 

 

 

 
Trasgressioni e (pochi) castighi I 5 Stelle e le regole «a fasi alterne»ultima modifica: 2013-03-30T09:05:00+00:00da mobbing21
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